domenica 14 luglio 2019

Il Gualdo, quaranta anni dopo

Ricordi, volti, parole, notti di lumi di candele, di nevicate, di cieli stellati trascorsi con il naso in su……..

Fuoco di legna, di promesse d’amore, di voglia di stare dalla parte degli ultimi, di canzoni e chitarre, di Parola di Dio, di disegno di Dio sulla nostra vita….

Di passeggiate, di stecconate costruite, di partite di calcio, di riflessioni, di deserti, di merende pane e Nutella, di emozioni, a volte di pianti, molte, moltissime volte di sorrisi…..

Ricordo ancora quando un giorno dell’inverno del 1978, don Ivan ci portò a vedere per la prima volta il Gualdo ed oggi è bello essere ancora a ricordare le tante cose che abbiamo avuto la fortuna di vivere dentro a queste mura e lungo la campagna e le colline che circondano la canonica del Gualdo.

E dobbiamo chiederci se questi ricordi hanno ancora un senso oggi nel nostro presente.
Credo di sì, perché ci sono ancora cose belle qui tra noi.
Tra quelli della mia età e del nostro gruppo, un’amicizia che è rimasta e che ci permette anche oggi, quando ci troviamo, un confronto aperto, a volte aspro, ma libero.
Ci confrontiamo su idee diverse, perché diverse sono le storie che poi abbiamo costruito nella nostra vita in questi 40 anni.
Ma l’amicizia, sincera, è rimasta, è qui ancora oggi …. non è poco …. 
 
Chissà forse alimentata anche dalla perdita di Isabella che per quei grandi misteri della vita, mi sembra che guidi in questi anni il rapporto tra noi 50/60 enni, come una magica tessitrice di fili, fili d’amore ….

Passando per quel viale del cimitero, mi emoziono ogni volta a vedere quelle tombe, quasi una accanto all’altra, di Ivan, Amalia, Isabella, Alvaro.
Ci passo e penso guarda Piero, c’è un uomo di grande fede Ivan, c’è una storia d’amore bellissima Alvaro e Amalia, c’è una donna che racchiude il senso vero dell’amicizia Isabella ….
Mi viene da pensare che lungo quel breve viale e in quello spazio dedicato alla morte, si racchiude il senso vero della vita di ciascuno di noi fede, amore, amicizia …..
rappresentato da 4 persone stupende che hanno vissuto con noi nella nostra comunità.
Lì in quel viale, nel ricordo di Ivan, Amalia, Alvaro, Isabella si respira la vita….

Poco più in là Alvara, Vanna …. E il pensiero va a tutte le stupende persone che hanno accompagnato la storia di San Pio in questi anni, da Giovanni, alla Carla, alla Livia, ai tanti che sono già in Paradiso.

Ma non posso non soffermarmi su don Ivan. Aver scritto con Anna questo libro mi ha permesso di entrare ancor più dentro la sua vita e la sua storia.
Storia di operai, di mani sudate, di fede, di ricerca di Dio, di preghiera, di ascolto del vento che attraversava il suo tempo, dei bisogni dell’uomo, di scelta di povertà, di fedeltà al Vangelo, di rispetto per la vita di ciascuno, di apertura al diverso visto sempre come ricchezza dell’umanità, di politica ….
Avendo letto in queste settimane un bellissimo libro di Paolo Rumiz "Il filo infinito", mi piace ricordarlo con le parole con cui lo scrittore ricorda la figura di San Benedetto da Norcia:
Benedetto non è un mistico. Anche se la sua giornata è punteggiata di preghiera, la tensione è tutta verso l'umano. La sua attitudine principale è anche quella di edificare ed integrare nel segno dell'accoglienza. È questo che deve aver sedotto e disarmato i barbari. La non violenza dell'approccio all'altro. L'incontro segnato da tre comandamenti: onore (dignità), umiltà, umanità....Il suo punto di partenza è la ricerca della felicità dell'individuo in terra, in equilibrio con la natura e la comunità
In queste parole mi sembra ci sia tanto anche di don Ivan ….

Molti di noi in qualche modo sono stati “contagiati” da quest’uomo.
Forse magari anche troppo, chissà, ma una bravissima teologa Antonietta Potente, in un suo bellissimo incontro a Romena, diceva che una delle cose più importanti per la nostra vita, a qualunque età, è quella di avere accanto dei maestri di vita.
Il “povero prete” Don Ivan è stato questo.
L’uomo che ci spronava a cercare il disegno di Dio per la nostra personale vita. 
 
Poi c’è ciò che è accaduto dentro a ciascuno di noi, ed è bello, credo, oggi qui domandarsi, se quelle cose che qui abbiamo respirato, fanno ancora parte del nostro essere uomini e donne che vivono nel loro tempo.
Non è solo una domanda sul credere o meno, sulla fede, ma è una domanda sull’uomo e sull’umanità.
E se don Ivan fosse qui accanto a noi oggi, ci inviterebbe ancora a porsi questa domanda: cosa oggi conta per te?

Chissà, forse a noi che ieri cantavamo da giovani “Contessa” o “Per i morti di Reggio Emilia”, o che abbiamo letto di Maritain, Theilard De Chardin e Carlo Maria Martini, di Carretto e Hans Kung, ci chiederebbe tu oggi da che parte stai?
Sai riconoscere i poveri di oggi, hai voglia di mettere a disposizione la tua intelligenza, la tua ricchezza, la tua professionalità per chi ha meno di te, per chi è meno fortunato?

Forse ci spingerebbe a dare una mano a qualche Sprar o centro di accoglienza, ci inviterebbe a non chiamare clandestino chi è solo un migrante o un profugo, ci chiederebbe di operare nel mondo associativo per dare e riconoscere dignità ad ogni persone, di impegnarsi per gli ultimi nel governo delle città, ci spingerebbe a un’azione che in quanto azione diventa “politica”, intesa come la ricerca del bene comune, perché Gesù ha scelto da sempre da che parte stare….

E ci direbbe di non preoccuparsi per quello che è successo fino ad oggi, per i nostri fallimenti più o meno grandi, per i nostri tradimenti, perché l’amore è infinito ed ha bisogno di te, oggi così come sei ….
Allora è bello ripartire stasera da qui portandosi dentro le sue parole:
E’ bello questo cammino, se si fa con semplicità di cuore.
Lungo la via Lui si fa vedere, si fa presente…. Non abbiate paura, gli si preme e ci ama sul serio!
Un cammino da fare con i fratelli e con la scelta degli ultimi, un cammino di povertà, bisognosi di Dio e della sua capacità di rinnovarci.
Un cammino con la presenza-azione del Signore, nei sacramenti, meditando la sua parola.
Tutto questo in grande semplicità, con la calma, la serenità di chi sa che questo cammino non si fa da soli, ma con lui che veramente ci vuole bene e ci vuole sui testimoni, tra i fratelli.
Nel mondo di oggi …. E’ bello!”

Buon cammino a tutti…..

Il Gualdo: disegno di don Ivan


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