lunedì 15 aprile 2019

La sinistra e la lotta, fino ad oggi mancata, contro le disuguaglianze economiche e sociali.

Sull'Internazionale di questa settimana, all'interno dell'articolo scritto da Alessandro Lubello dal titolo "Non c'è sviluppo senza giustizia", si parla delle 15 proposte per la giustizia sociale promosse dal Forum Diseguaglianze e Diversità, un progetto curato da decine di ricercatori e organizzazioni diverse.

Il tema delle diseguglianze sociali sta animando il dibattito politico nelle società occidentali, perchè il liberismo senza controllo e l'affermarsi della finanza sulle risorse prodotte dal lavoro, ha portato sempre più in questi anni, anche a seguito della crisi economica, alla concentrazione della ricchezza nelle mani di poche persone, al ridimensionamento della classe media e all'allargamento della povertà.

Aprendo il sito e sfogliando le 15 proposte concrete per combattere le disuguaglianze sociali, secondo le idee del Forum si scopre che non basta una più forte concorrenza in tutti i mercati, e neanche è sufficiente una maggiore redistribuzione delle ricchezze, per combattere la povertà.

Occorre invece combattere il rischio forte di possibili forme autoritarie di gestione del potere (conseguenza dell'accentramento della ricchezza nelle mani di pochi), con una diversa riallocazione del potere economico e politico, con uno sguardo rivolto al futuro, partendo dalla consapevolezza che il neoliberismo che ha guidato il mondo negli ultimi 30 anni e le scelte fatte seguendo il suo pensiero, hanno prodotto lo stato di grave diseguaglianza sociale in cui si trovano oggi l'Occidente e le sue forme democratiche di governo dei singoli paesi.

Per il Forum la povertà di ricchezza privata di molte persone, influenza tutte le altre disuguaglianze: riduce le opportunità di studio universitario, riduce o annulla la capacità di rifiutare un lavoro inadeguato, impedisce la capacità di realizzare i propri progetti creativi o imprenditoriali, riduce le opportunità e le capacità di vita. Ingiustizia ambientale, sociale e di istruzione si cumulano.  In una parola si riduce la libertà del singolo individuo e di conseguenza sono a rischio i suoi diritti e la sua dignità.

Da qui il progetto del Forum per uscire da questa crisi, attraverso le 15 proposte concrete di azione che si sviluppano su tre temi principali: rafforzare la circolazione delle conoscenze e garantire a tutti l'insegnamento e l'istruzione, riformare il mondo del lavoro, sviluppare il concetto di equità tra generazioni.

Tutti temi molto importanti, che poi si legano in modo forte con altri passaggi fondamentali di azione politica, come la lotta alll'evasione fiscale, una tassazione personale e familiare più equa sulla base della proporzionalità dei propri redditi e dei propri patrimoni, un minor uso del contante favorendo l'utilizzo delle carte elettroniche che permettono una maggiore tracciabilità dei flussi finanziari, un salario minimo garantito, politiche di investimenti nella tutela dell'ambiente, politiche di sostegno del lavoro, politiche di sviluppo dei diritti civili.

Si tratta di argomenti che la sinistra dovrebbe avere il coraggio di fare propri e proporre ai cittadini come modello alternativo a quello attuale, ma questi temi non sembrano far presa su movimenti e partiti che proprio per la lotta alle diseguaglianze sociali dovrebbero contraddistinguersi da tutti gli altri.

E non è un caso che tra le persone più influenti all'interno del Forum troviamo Fabrizio Barca, un uomo che alcuni anni fa era stato visto come una delle figure nuove del mondo di centro sinistra, chiamato dallo stesso Partito Democratico ad un lavoro interno per cercare di superare l’incapacità progressiva della sinistra di rappresentare le classi subalterne della società, quelle più deboli che ormai da anni stanno sempre più impoverendosi.

Proprio partendo dal lavoro del Forum Diseguaglianze e Diversità e dal lavoro svolto anche da altre organizzazioni come per esempio la Rete dei Numeri Pari (a cui aderisce anche Libera) e che si pone gli stessi obiettivi, la sinistra dovrebbe trarre spunto per fare proprie tutte le azioni che contrastino la diseguaglianza sociale per dar vita ad una società più equa e giusta.

Solo seguendo questa strada e riavvicinandosi alla parte più debole della società, la sinistra potrà avere un futuro anche nel nostro paese.



Nessun commento:

Posta un commento

L'Open Arms e la scuola di Barbiana. Quando in politica prevale il me ne frego sull'I Care

L'open Arms e quanto sta ancora accadendo all'interno di quella nave non rappresenta la sconfitta delle 107 persone che sono ancora...