sabato 22 dicembre 2018

Sognare il sogno impossibile. Come aiutare i nostri ragazzi a diventare costruttori di relazioni


Ultimamente ho avuto modo di incontrare una splendida persona, Rosario Esposito La Rossa, con il quale siamo in contatto da alcuni anni grazie a Libera. 

Rosario sta girando l’Italia in questi giorni che precedono il Natale per vendere il suo “Pacco di Scampia”,  che prende il nome dal quartiere di Napoli dove vive e conosciuto da molti solo per essere luogo e spazio dominato dalla camorra. 

Eppure basta fare un viaggio in quel quartiere per vedere con i propri occhi come le cose stanno cambiando, giorno dopo giorno. 

Rosario circa 10 anni fa ha aperto Scampia, insieme a Maddalena Stornaiuolo (oggi sua moglie), l'associazione Vo.di.Sca (acronimo di "Voci di Scampia") in memoria di suo cugino, Antonio Landieri, vittima innocente di camorra. 

Da qui sono nate la "Fabbrica dei Pizzini della Legalità" che raccoglie migliaia di volumi, una squadra di rugby, il marchio “Made in Scampia”, con un progetto di imprenditoria giovanile, una Scuola di Calcio l’Arci Scampia, tra le realtà italiane di maggiore qualità e con circa 500 bambini, un laboratorio teatrale con una compagnia che si esibisce in tutta Italia, un ristorante nel quartiere gestito in collaborazione da donne napoletane e donne di origine Rom,  La Scugnizzeria, un centro di formazione teatrale e letteraria tra Scampia e Melito di Napoli dove ogni giorno operano centinaia di ragazzi. Questi giovani oggi gestiscono anche una piccola radio.

Il loro tour in Italia e la vendita dei pacchi (che contengono libri da loro scritti o restaurati) ha lo scopo di raccogliere 22.000 euro perché hanno bisogno di ampliare le loro attività perché mancano gli spazi per gestire le loro iniziative.

Sognare il sogno impossibile a Scampia non è più una utopia ma qualcosa che giorno dopo giorno sta diventando concretezza.

Ascoltando Rosario, la passione che traspare dalle sue parole quando racconta delle sue giornate con gli “scugnizzi” di Scampia, che, vivendo all’interno di una realtà così difficile, stanno dando un senso nuovo alla loro vita, mi è venuto di pensare ai nostri ragazzi e ai modelli che ad essi vengono proposti.

Qui entriamo in causa noi adulti sempre più rintanati nelle nostre paure e nei nostri mondi, spesso incapaci di offrire occasioni di nuove scoperte ai nostri figli, o l’opportunità di vedere la bellezza di tante esperienze che ci circondano.

Allora tu che stai leggendo queste parole, e magari sei genitore di un ragazzo adolescente, perché al suo prossimo compleanno non provi a regalare, al posto di uno spento o anonimo regalo, o un videogioco o un cellulare, un bel viaggio di tre giorni a Scampia da Rosario, affinchè possa stare con lui, visitare la Scugnizzeria, andare una sera al ristorante di Scampia, vedere come si salvano e si scrivono libri o si fa radio. Lì a Scampia sono in grado di accogliere gruppi di persone e fargli conoscere una realtà che sta cambiando.

Oppure per te genitore che sei in un consiglio di istituto di una scuola superiore, anziché accettare una tiepida e insignificante vacanza sulla neve a sciare  per una settimana che viene proposta, non provi tu a proporre all’istituto una gita istruttiva di una settimana all’interno di una cooperativa che opera sui beni confiscati alle mafie al sud, per dare un po’ una mano a loro e conoscere chi opera legalmente in agricoltura, le associazioni dell’antimafia, le famiglie delle vittime innocenti di mafia.

Oppure per le feste di Natale perché non organizzare una piccola gita al quartiere Sanità sempre a Napoli per scoprire le bellezze che i ragazzi di quel quartiere stanno facendo accanto a un prete, a delle suore e volontari e per cogliere le meraviglie di una visita organizzata alle chiese nelle catacombe guidata dagli “scugnizzi” del quartiere, oppure assistere a un concerto del loro gruppo musicale.

Ma sono tante le esperienze positive che possono essere proposte, frutto tutte di relazioni che creano vita, danno un nuovo senso al nostro abitare questa terra, in qualunque parte ci si trovi.

E non c’è neanche bisogno di fare tanta strada, basta salire la collina del Colle dei Cappuccini e suonare il campanello della comunità “Nuovi orizzonti” dove un gruppo di giovani stanno uscendo da periodi duri della loro vita, oppure prendere l’auto ed arrivare sopra Pistoia per scoprire la meraviglia del centro della Dinamo Camp dove si cerca di aiutare persone che hanno varie forme di disabilità, o sempre qui da noi scoprire la bellezza che si respira tra le madri e i loro piccoli accompagnate nel loro cammino di rinascita dalle nostre “suorine” della Fraternità della Visitazione. Oppure trascorrere un’ora in uno dei Centri di Assistenza Stranieri per entrare in contatto con storie più grandi di noi e verso le quali sarebbe molto più intelligente fermarsi solo ad ascoltare imparando a trattenere le nostre troppe “stupide parole”.

E capire che sono i giovani come Rosario e gli altri di cui qui si è parlato il modello da proporre anche ai nostri figli, e che fargli conoscere queste esperienze vuol dire offrirgli una bella opportunità per crescere e diventare domani anche loro dei costruttori di relazioni.


L'incontro con Rosario Esposito La Rossa in Valdarno

   

Nessun commento:

Posta un commento

L'Open Arms e la scuola di Barbiana. Quando in politica prevale il me ne frego sull'I Care

L'open Arms e quanto sta ancora accadendo all'interno di quella nave non rappresenta la sconfitta delle 107 persone che sono ancora...