giovedì 13 settembre 2018

Le storie che ci insegnano a vivere. Claudio Leonetti, la bellezza che oltrepassa le macerie

In un istante il terremoto gli ha tolto tutto. Ma Claudio Leonetti, da Amatrice, ha saputo andare oltre il dolore immenso per la perdita di tutta la sua famiglia, della sua amata Anna. La sua gioia di vivere ha commosso ed emozionato Romena. 

Il racconto della sua storia che ho scritto per il giornalino di Romena


Il mio futuro lo scrivo ogni giorno, anche se non so cosa accadra'. Quello che verra' verra', ma comunque non sara' la fine”. 
 
Queste parole possono delineare quasi una frase fatta, possono essere quasi scontate nella bocca di tanti di noi, ma se invece escono da quella di un ragazzo di poco più di venti anni, che in pochi secondi, di una notte maledetta, ha perso padre, madre, sorella, e fidanzata, sono invece una botta nello stomaco e ti lasciano di stucco e senza fiato.

Inizia così l'incontro a Romena con Claudio Leonetti che due anni fa ad Amatrice, nella notte terribile del terremoto, ha perduto tutti gli affetti più cari; è un inizio che sconcerta, non solo per le parole, ma anche per la serenità che traspare dagli occhi e dal volto di questo ragazzo.

Non è arrabbiato con il mondo, con Dio, con il destino Claudio, che pure viveva una vita semplice e bella, ricca di affetti con la propria famiglia e con il suo amore Anna ( “una ragazza con la dolcezza di un angelo e l'eleganza di una farfalla” così lui la descrive).

Claudio ha dentro di sé tutto il bello e il buono che gli affetti e l'amore gli hanno permesso di vivere prima di quella maledetta notte di agosto del 2016, un qualcosa di talmente caro, forte e importante che sembra dare un senso al nuovo che comunque è arrivato ed arriverà. 
Nulla accade per caso e non c'e' risposta a quanto è accaduto – spiega Claudio -, forse non c'e' neanche dovuta”.

Il non cercare risposte su quanto accaduto è forse stata la molla che ha permesso a Claudio, non di superare il dolore, che resta sempre lì, ma di incalanarlo e farlo diventare una energia a cui attingere. 
 
All’inizio sembrava che senza i miei cari non c’è l’avrei potuta fare - continua Claudio - . Pensavo che soprattutto non avrei potuto fare a meno di Anna. Invece sono qua. Questo è accaduto perchè credo che la vera energia è in noi. È stato essenziale per me fare mia l’energia che deriva dal “compagno” dolore. Spesso diciamo che si deve rassegnarsi alla perdita, ma questo non vuol dire sconfiggere il dolore. Il dolore, che comunque resta, deve essere sfruttato, si deve avere la forza di farlo diventare un'energia. Quando penso alla mia famiglia, ad Anna, non sono capace di dire dove loro ora sono. Ma so che loro sono eterni. Io penso che loro siano me. Adesso loro sono quello che sono io e non c’è modo più grande per renderli eterni”.

Sono queste consapevolezze, che non sfociano mai in Claudio in un'adesione di fede, che gli hanno permesso di ripartire: 
 
Il punto zero da cui ho ricominciato a vivere è l’amore per la vita – prosegue Claudio - Credo che questo sia sempre vero, per ogni dolore che viviamo. Anche prima di quella notte ero già una persona che guardava avanti, ma certamente non così tanto come oggi, perchè quanto accaduto mi ha dimostrato in pieno quanto siamo davvero fragili e vulnerabili e come tutto può cambiare in un attimo. Tutto ciò mi ha insegnato che quello che dobbiamo in tutti i modi evitare è il male. La sera stessa in cui ho perso i miei genitori, avevo detto loro che li amavo e gli volevo bene, con Anna vivevamo un rapporto splendido. Li ho persi tutti, ma avevo manifestato loro il mio amore e loro il proprio a me. Pensate che dolore ancora più lancinante se si fosse stati in conflitto o con le cose in sospeso”.

Nasce da queste consapevolezze l'invito di Claudio e non fermarsi a guardare solo il lato oscuro di ciò che ci accade, ma di avere la capacità di guardare la luce che sempre c'e' in tutti gli eventi della nostra vita, positivi e negativi.

Tutte queste cose Claudio Leonetti le ha volute scrivere in un libro uscito di recente dal titolo “Tutto il bello che c'è”, un'opera dove l'autore intervalla le sue riflessioni con il racconto di quelle drammatiche ore da quando la terra ha iniziato a tremare: 
 
In un attimo è finito tutto. Il tempo di aprire gli occhi e tutto era già successo. Dell’intero palazzo di quattro piani è rimasta solo la mia stanza. Ho provato ad aprire la porta sella mia va,era e al posto delle loro camere c’era il tetto. Ho realizzato subito che non c’era più speranza per loro.Ho lasciato lì la mia famiglia sotto il cemento e sono corso da Anna nella speranza di trovare almeno lei viva. È stata un’azione istintiva. Purtroppo neppure Anna è riemersa dalle macerie. La sua casa era ridotta come la mia. Chiamavo Anna e la sua famiglia. Ho aspettato che arrivassero i soccorsi. Hanno estratto viva solamente la mamma di Anna. Si è salvato Sky, il cane meticcio che avevo regalato ad Anna. Quando l’ho visto ho pensato: qualcosa si è salvato. Oggi Sky sta con Lucia, la mamma di Anna e sta bene”.

Il libro è scritto in modo semplice, essenziale e diretto, ed è proprio così che Claudio si è presentato a Romena accompagnato dalla mamma di Anna e da una giovane ragazza amica di Anna che ha perso anche lei affetti cari quella sera ad Amatrice.
Scrivere un libro era uno dei miei sogni. Avevo bisogno di mettere nero su bianco tutto quello che era accaduto – conclude Claudio - Scrivere queste pagine mi ha ancor più rinsaldato sulla mia idea della necessità di ricominciare, partendo proprio da quello di bello che le persone più care mi hanno dato e lasciato e anche dalle tante cose che in questo tempo mi hanno aiutato, come per esempio l'amore per la musica. E' anche un modo di condividere un’esperienza, che non accade quasi mai, affinché si possa cambiare anche la nostra idea della vita.

Pensa al futuro Claudio, un futuro dove vede tante cose, dove coltiva tanti interessi, lo studio, la musica, l'amore per la fotografia. Un futuro da scrivere ogni giorno, con la consapevolezza che in cammino con lui ci sono l'amore per una splendida famiglia e per Anna, la sua metà dolce come un angelo ed elegante come una farfalla, che sono con lui e vivono attraverso di lui. 



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