sabato 25 agosto 2018

Il caso della nave Diciotti segna un'altra triste giornata per il nostro paese

Il risultato che emerge dal caso della nave Diciotti è davvero sconfortante.

Alla fine di questa triste giornata, dove gli eventi si sono succeduti con rapidità, dobbiamo fare i conti con:
il ministro dell'interno indagato per sequestro di persona;
l'Italia ancor più isolata all'interno dell'Europa;
un'Europa che da parte sua dimostra ancora una volta la sua insussistenza politica e la propria mancanza di solidarietà;  
un governo costretto a chiedere aiuto alla Chiesa per ospitare 100 profughi e a rivolgersi anche all'Albania per ospitarne altri 20;
un nuovo conflitto tra politica e magistratura;
alcuni tafferugli con persone contuse intorno al porto di Catania;
un paese ancora più diviso;
uno stato di diritto indebolito;
una conflittualità che ora aumenterà all'interno della stessa coalizione di governo, con una parte del Movimento 5 Stelle che si trova  ancor più in difficoltà a continuare un cammino insieme alla Lega.

Lavoro, economia, scuola, infrastrutture, ambiente, investitori stranieri in fuga, sono diventati temi tutti secondari perchè questo paese sembra avere come unico problema la lotta alla migrazione clandestina.

Le parole più belle di oggi sono quelle venute dalla Cei che ha detto di aver deciso di accogliere nelle sue strutture 100 dei migranti della Diciotti perchè "si devono costruire ponti e non muri".
E alla fine per uscire dall'impasse in cui l'esecutivo era caduto, si è dovuto rivolgere proprio alla Chiesa, a colei che sta portando avanti un'azione di tolleranza e accoglienza che è l'esatto contrario dell'azione politica che sta caratterizzando questo governo.

Sembra un paradosso, ma proprio la Lega e i 5Stelle, i partiti che più di tutti si sono spesi nei mesi scorsi per non cambiare alcune parti della Costituzione Italiana durante il referendum del 2016, stanno invece oggi mettendo in discussione addirittura alcuni valori e cardini della nostra Carta.

Diceva Kant che“Il diritto non deve mai adeguarsi alla politica, ma è la politica che in ogni tempo deve adeguarsi al diritto.”

Nel caso della nave Diciotti tutto questo non è avvenuto e ciò rappresenta un pericolo per tutti noi, non solo per i profughi raccolti in mare dalla Guardia Costiera Italiana ormai quasi 10 giorni fa per i quali solo in queste ore si aprono le porte della terra ferma.

Se qualche politico, di qualunque schieramento esso sia, tenta di adeguare il diritto alla politica, fa di noi dei sudditi e non dei sovrani e dobbiamo iniziare a preoccuparci. 

Forse è il caso che anche questo esecutivo, pur perseguendo il legittimo programma  per il quale ha ottenuto una maggioranza parlamentare, provi a seguire altre strade che non sono quelle del nemico dietro ad ogni angolo di strada, che mi sembra non ci stia portando da nessuna parte.












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