giovedì 16 agosto 2018

La donna, colei che sa partorire le relazioni.....

In questi giorni ho terminato di leggere un bellissimo libro di Alessandro D’Avenia dal titolo “Ogni storia è una storia d’amore”. 

Un libro che, prendendo spunto dalla storia d’amore tra Orfeo ed Euridice narrata da Ovidio, affronta come in un lungo viaggio tanti aspetti diversi dell’amore attraverso 36 diverse storie.

Un libro che celebra la donna, colei che è in grado di salvare l’amore, perché come dice D’Avenia, “l’amore si può imparare da chi può dare la vita”

D’Avenia afferma che “in ebraico l’amore di Dio si dice con la parola grembo di donna, perché come Dio crea le cose e le rigenera sempre, così il grembo di una donna partorisce le relazioni….”

Vi invito a leggerlo, un invito rivolto soprattutto a noi uomini, in questo tempo così conflittuale e aggressivo, caratterizzato da un maschile che sembra prevalere.

La lettura di queste bellissime storie riguarda uomini famosi che sono accompagnati nei momenti importanti della loro vita da donne che sanno, in modi diversi, aiutarli ad esprimere il meglio di se stessi, siano essi poeti, scrittori, scienziati....

Queste pagine mi hanno spinto a pensare anche al ruolo della donna nella nostra società, un ruolo che noi “maschi” cerchiamo in qualche modo di contenere per paura di perdere il potere ed il controllo, senza rendersi conto che forse, proprio da un maggiore coinvolgimento del “femminile”, passa la nostra salvezza terrena e la costruzione di un futuro di maggior pace e di minore aggressività.

E mi viene di chiedermi se il fatto che ancora oggi molti uomini siano al comando, per esempio in politica , non sia poi una delle ragioni principali che alimentano le distanze tra popoli e nazioni.

Mi viene da pensare che tutto ciò investa anche il nostro paese. 

Forse non è un caso che anche il governo che si è recentemente formato, dove sono pochissime le donne che rivestono il ruolo di ministro o hanno incarichi importanti, si caratterizzi per una conflittualità continua, alla ricerca ogni giorno di un nemico da combattere.

E il nemico, la lotta, la conflittualità sono caratteristiche principalmente del “maschile”.

Invece ritengo che la nostra società e la complessità che ne deriva, abbiano bisogno oggi di persone che sappiano “partorire relazioni”, che vuol dire mettersi in gioco, saper ascoltare l’altro, trovare una mediazione, tutte componenti e caratteristiche molto più del femminile.

Solo così si puo’ rinnovare la vita, la società, aprire un nuovo futuro perchè, come dice ancora Alessandro D’Avenia con parole bellissime, “la donna sa che essere è tessere, far rinascere ciò che sembra morire”.

Allora non dobbiamo aver paura di dare spazio alla donna, anche nei posti di maggior potere della nostra società, potrebbe essere questo l'inizio di un nuovo cammino. 





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